Quando si parla di tavolo Tulip, il nome che viene subito in mente è quello di Eero Saarinen. Ma chi era davvero l'uomo che ha disegnato uno dei tavoli più riconoscibili del Novecento? Saarinen non era soltanto un designer di mobili: era prima di tutto un architetto, autore di edifici che ancora oggi sono studiati in tutto il mondo. Conoscere la sua storia aiuta a capire perché il tavolo Tulip ha una forma così pulita e scultorea, e perché continua a piacere a distanza di quasi settant'anni.
Dalla Finlandia all'America: una famiglia di progettisti
Eero Saarinen nasce nel 1910 a Kirkkonummi, in Finlandia. Cresce in una casa in cui il progetto è pane quotidiano: il padre, Eliel Saarinen, è uno dei più importanti architetti finlandesi del suo tempo, autore tra l'altro della stazione centrale di Helsinki; la madre, Loja, è scultrice e artista tessile. Nel 1923 la famiglia si trasferisce negli Stati Uniti e si stabilisce in Michigan, dove Eliel guiderà la Cranbrook Academy of Art, una delle scuole di arte e architettura più influenti d'America.
Eero studia scultura a Parigi e poi architettura alla Yale University, dove si diploma nel 1934. Questa doppia formazione, da scultore e da architetto, sarà la chiave di tutto il suo lavoro: per lui un oggetto, piccolo o grande che sia, deve essere prima di tutto una forma unitaria e coerente.
Cranbrook, Charles Eames e il design organico
A Cranbrook Saarinen conosce Charles Eames, con cui stringe un'amicizia e una collaborazione destinate a cambiare il design americano. Nel 1940 i due vincono il concorso "Organic Design in Home Furnishings" del Museum of Modern Art di New York con una serie di sedute in compensato curvato: forme morbide, avvolgenti, pensate per seguire il corpo invece di costringerlo. È l'inizio di una ricerca che Saarinen porterà avanti per tutta la vita.
Negli anni successivi lavora a stretto contatto con Knoll, l'azienda di arredo fondata da Hans e Florence Knoll. Per loro disegna la poltrona Womb, alla fine degli anni Quaranta, una grande seduta a guscio in cui "rannicchiarsi", e soprattutto la collezione Pedestal, di cui il tavolo Tulip è il pezzo più famoso.
La "selva di gambe" e la nascita della base a calice
Saarinen raccontava di essere infastidito da ciò che vedeva sotto tavoli e sedie tradizionali: un intrico di gambe che rendeva la stanza disordinata e scomoda. Lui lo chiamava, con una battuta rimasta celebre, "slum of legs". La sua risposta fu radicale: un unico sostegno centrale che si allarga verso il pavimento e verso il piano, come lo stelo di un fiore. Tavolo e sedie della collezione Pedestal nascono così, a metà degli anni Cinquanta, con l'idea di formare un insieme unico e continuo.
Il vantaggio non è solo estetico. Senza gambe agli angoli ci si siede dove si vuole, le sedie si avvicinano liberamente e si guadagnano posti a tavola. Ne abbiamo parlato nel dettaglio nel confronto tra tavolo con base centrale o a quattro gambe. Per la cronologia completa del tavolo, invece, puoi leggere la nostra storia del tavolo Tulip.
L'architetto delle forme che volano
Mentre il Tulip entrava nelle case, Saarinen firmava alcuni degli edifici più audaci del dopoguerra americano. Tra i più noti:
- General Motors Technical Center a Warren, Michigan: un grande campus industriale moderno, rigoroso e luminoso.
- Kresge Auditorium e la cappella del MIT a Cambridge, Massachusetts: una cupola sottile e un piccolo edificio cilindrico in mattoni, due modi opposti di lavorare con la luce.
- Gateway Arch di St. Louis: l'arco in acciaio inossidabile alto circa 190 metri, completato nel 1965.
- TWA Flight Center all'aeroporto JFK di New York: il terminal dalle ali di cemento che sembra pronto a spiccare il volo.
- Terminal dell'aeroporto Dulles vicino a Washington, con la sua grande copertura sospesa.
Guardando queste architetture si ritrova lo stesso linguaggio del tavolo Tulip: curve continue, strutture che sembrano più leggere di quanto siano, un solo gesto che tiene insieme tutto. Saarinen non ha visto completati molti di questi progetti: muore nel 1961, a soli 51 anni.
Perché il suo tavolo è ancora attuale
Il segreto della longevità del Tulip sta proprio nella sua semplicità. Una base a calice e un piano: niente decorazioni, niente dettagli superflui. Per questo si adatta a una cucina moderna come a un salotto classico, a un appartamento in città come a una casa al mare. E per questo reagisce così bene ai materiali: il bianco del marmo di Carrara, il nero del Marquinia o il bruno caldo dell'Emperador Dark cambiano completamente il carattere dello stesso disegno.
Se ti chiedi quale forma scegliere, pensa a come usi la zona pranzo. Il tavolo Tulip rotondo è perfetto per gli spazi raccolti e per una tavola conviviale, mentre il tavolo Tulip ovale accoglie famiglie numerose e ospiti mantenendo la stessa leggerezza visiva.
Il tavolo Tulip di Tavoli.Design
I nostri tavoli sono realizzati in stile Saarinen: reinterpretano la forma della base a calice e la abbinano a piani in marmo naturale o in laminato. Non sono pezzi originali Knoll, ma un omaggio a un'idea di design che mette insieme bellezza e praticità. Un tavolo pensato, come voleva Saarinen, per liberare lo spazio sotto il piano e far stare meglio chi ci si siede intorno.